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2026
Con l’Istituto di Ricerca sulla Pubblica Amministrazione abbiamo lavorato alla progettazione della Rivista dello Stato Digitale, una pubblicazione scientifica dedicata alle trasformazioni della pubblica amministrazione e al rapporto tra istituzioni e tecnologia. Il progetto è nato dal confronto con la redazione, con cui abbiamo definito progressivamente un sistema editoriale capace di tenere insieme contenuti complessi, rigore scientifico e una lettura chiara. Un lavoro attento sulle gerarchie, sulla composizione delle pagine e sulla relazione tra testo, titoli, note e apparati ha permesso di costruire un linguaggio coerente per una pubblicazione pensata per essere consultata, letta e conservata.
Il confronto con la redazione è stato particolarmente importante nella definizione degli aspetti tipografici. Abbiamo incontrato persone con una competenza non comune e con un interesse autentico per il modo in cui la forma della pagina può sostenere il contenuto, fino ai dettagli apparentemente più piccoli. Abbiamo lavorato sulla costruzione delle gerarchie, sulla misura dei testi, sui rapporti tra corpo, interlinea e colonne e sull’equilibrio complessivo delle pagine, cercando una soluzione che non trasformasse la complessità dei contenuti in complessità visiva. La cura condivisa per questi aspetti ha reso il progetto un vero lavoro editoriale, più che una semplice applicazione di uno stile grafico.
La definizione dell’identità visiva è partita da una moodboard costruita raccogliendo pubblicazioni scientifiche ed editoriali di particolare interesse provenienti da contesti diversi, con l’obiettivo di osservare come le riviste più autorevoli affrontano oggi il rapporto tra informazione, tipografia e immagine. Da questo confronto abbiamo sviluppato diverse proposte per la copertina, esplorando linguaggi e sistemi visivi differenti. La scelta è infine ricaduta su un soggetto grafico astratto, pensato come elemento riconoscibile della rivista e non come illustrazione legata a un singolo numero. Il soggetto rimane invariato nelle diverse annualità e viene declinato cromaticamente, costruendo così continuità e variazione all’interno della collana.